Tra le vigne
29/10/2016
Lasciarsi ispirare dal luogo, dalla sua storia, dai suoi colori, dai suoi profumi è per me la regola numero uno per ideare e poi realizzare matrimoni o eventi indimenticabili per chi li vivrà in prima persona, ormai lo sapete. L’allestimento deve essere in armonia con lo scenario che lo ospita, quasi a creare un tutt’uno, una sorta di tableau vivant, piacevole alla vista, straordinario nell’insieme.È un discorso che vale sia per i palazzi e le ville, che hanno alle spalle un importante bagaglio storico e architettonico da conoscere e rispettare, sia per le location all’aperto, dove invece è la natura che, intrecciandosi alle tradizioni, racconta una storia fatta di cultura e sapere.È il caso di questo matrimonio in vigna, una tendenza che va tanto di moda, ultimamente, in Italia e che ha ragion d’essere proprio per la lunga tradizione che abbiamo nel nostro Paese in fatto di vini e per la ricchezza di paesaggi coltivati a viti e filari. I grandi protagonisti di un wine wedding? I grossi tini, in cui si fa fermentare il mosto ancora oggi, i grappoli d’uva bianchi e rossi con i pampini dorati e le bottiglie in cui poi si andrà a raccogliere il vino.Dopo aver steso sulla tavola una bella tovaglia a quadrettoni bianchi e verdi, l’ho apparecchiata utilizzando un servizio a tema e seguendo i colori principali, ovvero il vinaccia e il verde. I tini hanno fatto da grossi vasi a delle romantiche ortensie rosa, mentre ho sistemato i grappoli d’uva in grossi cestini in vimini. A completare il tutto, delle graziose brocche in ceramica e delle candele sparse qua e là. Sullo sfondo, un’incantevole vigna del Piemonte, che si estende a perdita d’occhio. Durante la mia permanenza, oltre a seguire la realizzazione dell’evento, ne ho approfittato per osservare da vicino anche il mestiere del vignaiolo, imparando il modo corretto per tagliare il grappolo dal tralcio. Chissà mai che possa tornarmi utile…
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