Una fuga ad Ischia
10/10/2014

















“Seguendo le tracce dei papaveri,
arrivammo, giù per un sentiero, a una strana spiaggia nascosta
. Era chiusa fra
gli scogli, e l’acqua era così chiara che si potevano scorgere le alghe marine
e i movimenti guizzanti dei pesci; non lontano dalla riva roccioni piatti e
levigati sembravano zattere natanti, e noi passammo dall’uno all’altro;
sdraiandoci al sole ci volgemmo a guardare sugli scogli e vedemmo anche i verdi
filari di viti, la montagna incappucciata di nuvole. In una roccia il mare
aveva scavato un sedile, ed era bellissimo mettersi là e lasciarsi investire
dalle onde”
.



Ecco come, nel 1949, lo scrittore americano Truman
Capote, descriveva il paesaggio della splendida isola di Ischia.  Un connubio incomparabile di paesaggi
marini e terrestri, di cielo e di acqua, dove sembra che tutto conduca a
pensare all'unione indissolubile di bellezze e sentimenti che
si fondono romanticamente tra loro.

Sono appena rientrato da un breve periodo trascorso in questa bellissima isola, in occasione della presentazione del mio libro e non posso far altro che consigliarvi, magari proprio in questa stagione se ne avrete la possibilità, un soggiorno di qualche tempo in terra e mare ischitano.

Miei cari amici, l'atmosfera incantata del Castello Aragonese, alla luce del tramonto, la meravigliosa cattedrale barocca, sede di mostre d'arte, gli ambienti dell'antico convento ora trasformato in un suggestivo hotel, la splendida villa La Colombaia, residenza di Luchino Visconti, così fortemente immersa nella meraviglia del bosco di lecci e del mare su cui affaccia, il romantico borgo di Sant Angelo... tutto racconta una storia fantastica che è davvero bello ascoltare seguendo i molti percorsi e le molte suggestioni di quest'isola incantata...







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