La forma di una sensazione
14/04/2014
Bizzarro e stravagante, classico o ardito il dovere di ogni cappello è quello di esaltare la bellezza del viso di chi lo porta e completare l’abito con la leggerezza di una strizzatina d’occhi. Meno appariscente di una scollatura ma allo stesso modo intrigante, è stato un accessorio imprescindibile per molti secoli. Nella cornice di Palazzo Madama va in scena “Chapeau Madame”, una esposizione di cappellini indossati dalle signore Torinesi dal 1920 al 1970. Sono cloches arrivate direttamente dagli anni venti, quindi i volumi azzardati di Schiapparelli, i baschi alla Greta Garbo, piume e velette, poi toque, calotte fiorite, cappelli a tesa larga, tutte dotate di un’attrattiva unica: l’abilità di dare forma a un desiderio dando una struttura ad un riflesso dell’anima.
Credo in definitiva, sia questa la grandezza di una sartoria o di una modista. Importantissimi sono anche quei clienti che non si stancano di cercare il profumo di una sensazione al di là delle mode del tempo in cui si vivono. D’altra parte è per questo che ci si veste: essere di più.

Chapeau Madame! Cappelli di signore torinesi 1920-1970
Palazzo Madama, Piazza Castello,Torino
Dal 26 Marzo 2014 al 1 Marzo 2015
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