Un Matrimonio in Normandia
01/05/2014
Ai nostri giorni, quando una dama incontra il suo cavaliere il lieto fine è assicurato. L’Amore ha ormai travolto vecchie morali e consumate abitudini, così tutti gli impedimenti e gli indugi sono rimasti legati alle necessità di una società medioevale. Immagino Isotta e Tristano, o Ginevra e Lancillotto oggi, il loro sì.
Sarebbe stato in una terra antica, abitata da millenni e ricca di storia come la Normandia, con i suoi castelli e le sue spiagge infinite. Per lo scambio delle promesse forse avrebbero scelto il fascino semplice di una vecchissima chiesa intima e raccolta. Penso alla bellezza della luce passata attraverso i vetri colorati e riflessa sulla pietra, all’atmosfera raccolta, all’emozione che si propaga tra gli ospiti.
Poi ad aspettare gli sposi ed i loro ospiti per il ricevimento: un’antica dimora, decorata da coloratissime ghirlande appese ai soffitti. Tutto avrebbe dovuto comunicare gioia, a cominciare dal rosa accesso, dal giallo, dall’arancio e dal lilla delle rose mischiate alle peonie. Le seggioline dorate con i cuscini latte, l’allestimento della tavola; ma sarebbe soprattutto la tovaglia, decorata da un disegno fiorito, ad essere la protagonista. Inseguendo con lo sguardo il filo rosso del suo ricami, quasi avesse il potere di svelare ogni segreto, apparirebbe chiara la ragione di ogni scelta: l’amore.

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