Buongiorno signora maschera
14/02/2014
Il Carnevale di Venezia ha origini molto antiche. C’è un editto nel 1296 che ne parla, e ancora prima ci sono testimonianze risalenti al 1094. Giorni spensierati dove in città venivano organizzate attrazioni di ogni genere. Poi feste a non finire in sontuosi palazzi, teatri e caffè. Ma la vera differenza rispetto a qualunque altra festa pubblica era la possibilità di diventare quello che si desiderava, con la possibilità di rimanere anonimi. Non c’erano obblighi, etichette, doveri, pregiudizi o maldicenze. Le maschere permettevano di fare di ogni istante un nuovo inizio, senza l’obbligo di prendersene la responsabilità. E ce ne fu un vero e proprio commercio, tanto che nel 1436 alcuni artigiani ne fecero un vero e proprio mestiere. E proprio così mascherati i veneziani nel 1500 videro il primo volo della colombina. In realtà un funambolo turco che su una corda fissata ad una barca ancorata al molo fu in grado di raggiungere il campanile di San Marco e poi omaggiare il doge. Immaginate l’emozione, la folla festante, e la gioia. Probabilmente la stessa che si assapora a Venezia in questo periodo dell’anno.

“Qui la moglie là il marito
Ognuno va dove gli par
Ognun corre a qualche invito
Chi a giocar, chi a ballar”
(Goldoni)

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