Trasparenze romantiche
21/05/2010
di Roberto Calvi

La prima volta che ho visto un vaso in vetro opalino ho pensato che fosse così bello perchè aveva una trasparenza non scontata. Era un oggetto che non si rivelava subito. Lo acquistai e, a poco a poco, imparai a conoscerlo e lo posizionai al posto giusto perchè ricevesse la luce più adatta. Iniziò così a rendersi intellegibile, a mostrare delle trasparenze uniche, accompagnate a dei riflessi che variavano di volta in volta a seconda dell'intensità della luce stessa, sprigionando un grande fascino. Era un vaso azzurro dalle forme eleganti, con rotondità giocose sulle bordature e decorazioni in rilievo di foglie e fiori sul resto della superficie: una composizione benaugurale.
Da allora, a quel vaso se ne sono aggiunti altri, ed è nata una piacevole collezione.
La storia di questi oggetti risale alla fine dell'epoca dei lumi, votata ai rigori della ricerca scientifica, quando nacque l'epoca romantica, trionfo delle arti minori, del gusto del ricevere, dello stare in compagnia..
Parliamo oltre che di vasi anche di altri oggetti decorativi e di arredo per la tavola: bottiglie, porta bon bon, alzatine, cache-pot, candelieri, coppe, bicchieri, porta-sale, contenitori per servire le salse ecc. Ma arrivarono nelle case anche altri oggetti con forme e finalità diverse, come ad esempio boccette per il profumo, coppette porta anelli, servizi da comodino per la notte ecc.
Già nel XVI secolo a Venezia si fabbricavano vetri definiti 'lattimi' che, per la presenza di ossido metallico nella loro fabbricazione, risultavano opalescenti.
Nel periodo dell'Impero in Francia e fino al 1835, le tre principali cristallerie: Baccarat, Le Creusot, Saint-Louis a cui si aggiunsero più tardi, nel periodo della Restaurazione, quelle di Bercy e di Choisy-le-Roi, realizzarono oggetti lussuosi in cristallo opalino, più o meno traslucido, a seconda della intensità della colorazione e densità della materia utilizzata.
Questi oggetti erano spesso rifiniti con applicazioni in bronzo dorato poste sull'oggetto finito.
Nel periodo Carlo X (1835-38) si produsse il semi-cristallo d'opale, principalmente destinato ad essere decorato tramite pittura.
Sotto Napoleone III nacquero oggetti che vennero definiti veri e propri vetri 'opaline'.
Le diverse colorazioni variavano secondo gli elementi chimici che venivano inseriti.
I colori dei vetri opalini possono essere il bianco, detto anche pasta di riso, che non presenta alcun riflesso colorato osservato in trasparenza; il rosa, che spesso è rifinito con un profilo color verde o nero, oppure, se utilizzato per la realizzazione di coppe, presenta il piede bianco e anche il rosa-violetto; il giallo, più raro, che può arrivare a tonalità aranciate; il blu celeste che, nell'epoca Napoleone III, veniva denominato blu imperiale; il verde, definito anch'esso imperiale, che può avere tonalità dette verde pappagallo o verde foglia, ma si possono ritrovare anche altre gradazioni di colore: verde acqua e verde oliva; infine, molto più rari, il grigio tortora e il nero.
Raccolti con pazienza e fantasia, questi oggetti porteranno un tocco di romanticismo nelle vostre case.
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