Quando Bruges e Amsterdam erano ancora lontane
07/06/2012
A volte mi chiedo chi fosse stato un tulipano prima che il mondo ne decretasse l’irrefrenabile successo. Mi piacerebbe poter sorvolare i giardini della Corte di Vienna, le case dei banchieri, le scollature, dove secondo la moda francese, questi fiori dovevano essere portati, la “bolla” finanziaria del tulipano.. E poi ancora più indietro, fino alle origini, quando l’occidente non conosceva ancora questi fiori. Atterrerei solo quando i contorni del paesaggio smettessero di essere definiti, e starei per entrare nei territori delle leggende.
Con tutta probabilità mi ritroverei in Persia tra le attese di una fanciulla rotte dalla decisione di partire per il deserto e ritrovare l’amato, partito dal villaggio per cercare fortuna. Vedrei ancora le sue orme fresche, disegnate sulla sabbia. Immaginerei la fatica e il dolore, poi l’incanto delle sue lacrime trasformate in tulipani. A questo punto un profumato vento primaverile mi solleverebbe cullandomi fino alle rive del Bosforo, esattamente nel bel mezzo di una festa data da un qualche Sultano Osmanide. E qui, in una notte illuminata da tante piccole lanterne colorate e battuta da una pioggia di petali di rosa, vedrei che non si ama mai invano.
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